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domenica 13 marzo 2016

Santa Maria di Paradiso - Vallermosa

di Durdica Bacciu
Ph: Durdica Bacciu 

Nel comune di Vallermosa (CA), appena 600 mt a Est dal centro abitato quasi sulla strada che conduce a Serramanna, sorge l’attuale chiesa dedicata a Santa Maria di Monserrato1 edificata sulle rovine di un impianto termale.

durdica bacciu
L’edificio termale è inquadrabile cronologicamente, secondo i conduttori dello scavo, tra il II e il III sec. in base ai confronti con strutture analoghe presenti in Sardegna. Lo scavo dell’area venne condotto in maniera poco ortodossa negli anni ’60 e ripreso nel 2000 permise lo studio della giusta cronologia edilizia e delle vicende caratterizzanti il tempio cristiano. Forse sarà stato il IV sec. oppure forse attorno al 595, quando il Papa Gregorio cercava di provvedere direttamente all’evangelizzazione dei barbaricini attraverso la strutturazione della Chiesa sarda, che, dalle rovine di una porzione del frigidarium delle terme venne ricreata una vasca battesimale mentre dall’altra porzione prese forma la chiesa paleocristiana dedicata a Santa Maria di Paradiso2. L’ecclesia baptimales probabilmente trova origine dalla fabbrica termale inserita in una villa tardo romana o in un piccolo insediamento rurale forse per iniziativa di qualche proprietario terriero intento a evangelizzare i propri dipendenti.

durdica bacciu

L’opera di catechesi promossa appunto dal Papa Gregorio prevedeva inviti specifici rivolti ai proprietari terrieri sardi affinché si impegnassero nella diffusione del Cristianesimo3. Lo sfruttamento di una vasca absidata, lo sfondamento di una parte di parete sottostante ad una finestra centinata ed ecco impostata la navata con ingresso contrapposto all’abside con l’impegno operaio ridotto al minimo dato l’edificio preesistente.

durdica bacciu

Non è chiaro se l’edificio termale fosse dotato di suspensure per la circolazione di aria calda sotto il pavimento ma certamente il piano di calpestio della chiesa paleocristiana doveva essere più basso del pavimento termale, come appunto viene testimoniato dalla soglia dell’ingresso. Le possenti murature residue, i pilastri e il prospetto fanno ampiamente supporre che la chiesa paleocristiana avesse, come l’impianto termale da cui origina, la volta a botte. L’ingresso della chiesa venne dotato di un pavimento di piastrelle in cotto (20X20) posate direttamente sul pavimento dell’apodyterium, l’antico spogliatoio delle terme, e vennero sfruttate le pareti, in particolare le nicchie laterali intonacate, per sistemare delle figure da adorare.

durdica bacciu All’interno dell’aula viene segnalato un segmento di muro che, secondo chi ha condotto gli scavi, dovrebbe essere una sorta di bancale, un sedile per accomodare i fedeli o meglio il clero officiante, che giunge sino all’altare. La vasca battesimale, ricavata dal frigidarium, venne intonacata con malta idraulica chiamata cocciopesto dove alla calce e alla sabbia vennero aggiunti frammenti di ceramica allo scopo di impermeabilizzare l’ambiente. Non è ben chiara la successione cronologica tra Tarda Antichità e Medioevo ma i presupposti suggeriscono che l’impianto paleocristiano venne trascurato e quasi abbandonato dato il rinvenimento di strutture quali forni o focolari e ambienti per l’allevamento di animali.

durdica bacciu
 


La costruzione di un nuovo impianto ecclesiastico in epoca medievale, attorno al 1089, si può supporre per via delle informazioni che parlano dell’esistenza di una comunità monastica che ricevette in dono la chiesa dal sovrano di Kalari. Questo edificio probabilmente venne restaurato in età aragonese, come testimoniano le notizie relative a donazioni e ancora riadattato ai primi del ‘900 per essere inglobato nella chiesa che sopravvive tutt’ora.





1 http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it/Common/dettaglio.aspx?idsantuario=1317
2 M. CANEPA, F .FANARI, D. SALVI, Le terme romane e la chiesa di Santa Maria di Paradiso a Vallermosa (CA)
3 Pier Giorgio SPANU, La cristianizzazione dell’ambiente rurale in Sardegna, AA.VV ( a cura di) La Sardegna paleocristiana tra Eusebio e Gregorio Magno, Atti del Convegno Nazionale di Studi, Cagliari 1999, pag. 486

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