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“Aprire il passato significa raccontarlo. Alla comunità scientifica sì, ma soprattutto alla comunità dei cittadini cui il lavoro degli archeologi e, più in generale, degli operatori dei beni culturali deve rivolgersi.”.
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domenica 2 novembre 2025
Convegno Basilica di San Simplicio - Olbia
Comunicato Stampa
San Simplicio: la struttura dalle origini a oggi
Sabato 8 novembre 2025 – ore 18:30
Olbia – Basilica di San Simplicio
L’Associazione Amici della Biblioteca Civica Simpliciana, in collaborazione con il Sistema Museale Integrato della Diocesi di Tempio-Ampurias, invita la cittadinanza alla conferenza “San Simplicio: la struttura dalle origini a oggi”, un’occasione per riscoprire la storia millenaria della Basilica e i suoi molteplici significati culturali e spirituali.
L’evento nasce all’interno del Progetto San Simplicio, avviato nel 2018 dall’archeologo Marcello Cabriolu, con il contributo degli Architetti Prof. Antonio Careddu e Melania Isoni, dell’Ing. Leonardo Sini, del Geom. Antonella Mancini e sotto la revisione scientifica della Dott.ssa Archeologa Bacciu Durdica. Il progetto si propone di valorizzare in chiave multidisciplinare la Basilica minore di San Simplicio, attraverso:
• ricerche agiografiche
• studi scultorei e iconografici
• analisi chimiche sugli affreschi e sul degrado strutturale
• indagini sui fattori che favoriscono il turismo religioso
Durante la conferenza verranno presentati i risultati di cinque anni di studio, con particolare attenzione agli elevati architettonici e all’evoluzione edilizia della Basilica nel corso dei secoli.
Interverranno:
• Marcello Cabriolu, Archeologo medievista
• Andrea Careddu, Laureando in Beni Culturali
• Don Antonio Tamponi, Rettore della Basilica
• Matteo Micozzi, Presidente Ass. Amici Simpliciana
• Salvatore Caligaris, Ass. Amici Simpliciana
Un appuntamento imperdibile per chi ama la storia, l’arte e il patrimonio spirituale della città.
Per informazioni:
amicisimpliciana@gmail.com
Instagram: @amicisimpliciana
Facebook: @amicisimpliciana
venerdì 2 settembre 2016
Basilica minore di San Simplicio - Olbia
di Durdica Bacciu
PH D.Bacciu
Video ArcheOlbia: https://www.youtube.com/watch?v=Uub864YdhAE
La
Basilica minore di San Simplicio è posta nel centro urbano di Olbia e si
raggiunge facilmente percorrendo Corso Umberto sino alla stazione ferroviaria e
svoltando a destra nella via San Simplicio dove si alza maestosa.
Oggi
si suppone che la fondazione della chiesa sia avvenuta tra il 1113 e il 1140,
come riportano i documenti, in una zona definita anticamente come il cimitero
di San Simplicio. L’area infatti era costituita da una mezza collina con
numerose sepolture terranee che andavano dalla fase fenicia (750 a.C ) sino
all’Alto Medio Evo dove ancora sorgeva un tempio di Epoca Imperiale dedicato a Cerere.
Proprio sulle rovine di questa struttura venne impiantata dai pisani una
fornace per la calce e, impiegando il granito
locale, venne eretta la chiesa.
In origine la struttura era composta da
grossi blocchi di granito impostati a creare un’aula con tre navate, che
avrebbero contrapposto due grandi absidi come a San Gavino di Portotorres,
chiuse nella parte superiore con volta a botte nelle navatelle e il tetto in
legno nella navata centrale.La basilica misura 33 mt X 13 mt e ed è alta circa 12 mt, lo spazio interno è diviso appunto in due navatelle e una navata centrale più alta, come appunto riporta lo schema della facciata, e ancora lo spazio tra le navate è diviso tra tre coppie di colonne alternate a tre coppie di pilastri quadrangolari. I capitelli che ornano le colonne mostrano delle decorazioni animali e umane che, insieme a elementi decorativi esterni, richiamano l’arte toscana e lombarda dell’epoca. L’abside in origine era affrescato così come la parte destra dove ora si colloca l’organo. L’esterno della chiesa è caratterizzato da una “scarpa” lungo tutto il perimetro che si interrompe regolarmente alla base delle lesene. Degno di nota sul lato meridionale un cippo di epoca romana che fa da base alla prima lesena. Nell’abside, orientato ad occidente, si apre centralmente una monofora a prendere luce e illuminare la chiesa al tramonto mentre la facciata, orientata a Est, si mostra divisa in tre settori. La facciata mostra, nella parte centrale, un ingresso architravato e coronato da un arco a sesto rialzato e ancora più in alto si apre una grande trifora divisa da due pilastrini.
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| La Cattedrale di San Pantaleo in Dolianova
|
G. Spano, "Antica
città di Olbia, e sua cattedrale", in Bullettino Archeologico Sardo,
VI, 1860, pp. 145-149, 173-174;
D. Scano, Storia dell'arte in
Sardegna dal XI al XIV secolo, Cagliari-Sassari, Montorsi, 1907, pp.
124-128;
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 92-95;
R. Serra, La Sardegna, collana "Italia Romanica", Milano, Jaca Book, 1989, pp. 322-329;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 14;
A. Pistuddi, "La chiesa di San Simplicio ad Olbia (SS): contributo allo studio dei capitelli", in Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Cagliari, n.s. XXI (vol. LVIII) - 2003, Cagliari, 2004, pp. 155-173;
R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana "Patrimonio artistico italiano", Milano, Jaca Book, 2004, pp. 111-122;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 65.
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 92-95;
R. Serra, La Sardegna, collana "Italia Romanica", Milano, Jaca Book, 1989, pp. 322-329;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 14;
A. Pistuddi, "La chiesa di San Simplicio ad Olbia (SS): contributo allo studio dei capitelli", in Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Cagliari, n.s. XXI (vol. LVIII) - 2003, Cagliari, 2004, pp. 155-173;
R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana "Patrimonio artistico italiano", Milano, Jaca Book, 2004, pp. 111-122;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico culturali, Cagliari, AV, 2005, p. 65.
Video ArcheOlbia - Buona visione
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Location:
07026 Olbia OT, Italia
lunedì 4 aprile 2016
Santa Maria di Palmas
di Durdica Bacciu
Ph: Durdica Bacciu
Ph: Durdica Bacciu
Per le prime fasi dell’architettura romanica in
Sardegna si può inserire la chiesetta di Santa Maria di Palmas. La prima fase costruttiva dell’edificio si può datare ai primi decenni dell’XI
secolo. Seguendo gli studi la
chiesa sarebbe stata donata ai monaci Vittorini di Marsiglia e viene ricordata per la prima volta nelle fonti documentarie nel 1066, quando il giudice di Càlari Orzocco Torcotorio I de Lacon-Gunale ne fece dono ai monaci Cassinesi, insieme ad altri cinque titoli, fra i quali la non lontana chiesa di Santa Marta a Villarios. Successivamente la Chiesa fu donata ai monaci di San Vittore di Marsiglia (1089), dal Giudice Costantino I Salusio II, figlio di Torchitorio, che la tolse ai cassinesi senza l'assenso del Vescovo. Solo una decina d'anni dopo, il Papa Pasquale II la restituì al Vescovo diocesano.
Realizzata in conci calcarei e trachitici, la chiesa è costituita da una unica navata, con l’abside rivolta a
nord-ovest e rialzato attraverso un basso zoccolo. Il fianco settentrionale è
scandito da larghe paraste d’angolo, mentre tre semicolonne, suddividono
l’abside e si possono notare due monofore oggi
tamponate; la base della semicolonna sinistra, a differenza del resto
dell’edificio, è in tufo verdognolo. La facciata a capanna, molto
semplice, è conservata nella sua fase romanica fino a circa due terzi
dell’altezza, mentre la parte soprastante con il campanile a vela è da
ascrivere a un rimaneggiamento del XVIII secolo.
Fonte:
Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006
Francesco Floris (a cura di), La grande enciclopedia della Sardegna (8° volume), Sassari, Editoriale La Nuova Sardegna, 2007, pp. 216-219.
Come arrivare:
Chiesa di Santa Maria di Palmas: chiesa romanico pisana, sita in campagna a poca distanza dalla Statale 195,
nell'area di Palmas Vecchiamartedì 15 marzo 2016
San Nicola di Trullas - Semestene
di Durdica Bacciu
Ph: Durdica Bacciu
Ph: Durdica Bacciu
La
chiesa romanica di San Nicola di Trullas (XII sec. d.C.),
si colloca
nel comune di Semestene, nella regione storica del Meilogu, a mezza
costa lungo un versante della vallata solcata dal Rio sa Orta e dal
sa Cariasa. L'ambiente si presenta geologicamente di origine
vulcanica probabilmente generato dalle vicende eruttive che
interessarono il Monte Benazzosu, e si presenta attorniato dai
declivi dell'altopiano di Campeda e dal colle di San Simeone. La
letteratura parla di una donazione da parte della nobile famiglia
Athen di Pozzomaggiore ai monaci benedettini di Camaldoli i quali
dopo il loro insediamento censirono il Condaghe di San Nicolò di
Trullas riportando i bilanci economici e sociali del periodo. Il
prospetto si presenta diviso in due ordini
da una cornice sottile con
un fregio a ovuli e gusci molto schematizzati. Il registro inferiore
liscio e pulito viene arricchito dal portale architravato con arco di
scarico a sesto rialzato e lunetta. La parte superiore invece
presenta una decorazione a cinque arcate a doppia ghiera
poggiate su capitelli sormontanti delle semicolonne. La fiancata
meridionale è divisa a metà da una lesena, ogni metà è decorata
da archetti pensili sostenuti da mensole gradonate e in ogni metà vi
si apre una monofora molto allungata e con un piccolo davanzale con
cornice modenata. La trama degli archetti continua ancora nella parte
posteriore dell'edicificio dove possiamo notare tre bacini ceramici,
che insieme ai 4 della parte anteriore, decoravano l'intero edificio.
Questi bacini sono esempi di ceramica policroma databile alla
metà-fine dell'XI sec. d.C..
Degna
di merito è la festa di San Nicola di Trullas che si svolge
all'inizio del mese di agosto. Per l'occasione gli abitanti di
Semestene raggiungono in processione la chiesetta campestre di san
Nicola per portare in paese la statua del Santo e di lì ad una
settimana prendono il via i festeggiamenti religiosi e civili.
Conclusi i festeggiamenti si compie il tragitto inverso per riportare
il simulacro del Santo nella chiesa romanica.
Come
arrivare:
Semestene
si trova a circa 50 km da Sassari. Percorrendo la SP 8 in direzione
di Pozzomaggiore, dopo 2,5 km si individua sulla sinistra la chiesa
romanica di San Nicola di Trullas.
Fonte:
A. Boscolo, La Sardegna bizantina e alto-giudicale, Sassari, Chiarella, 1978, pp. 93-94
M. Rassu, Pozzomaggiore l'ambiente, la storia, l'arte, Cagliari, ItinerArte, 1999, p. 30
R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 109–111.
D. Scano, Storia dell'arte in Sardegna dal XI al XIV secolo, Cagliari, Montorsi, 1907, pp. 121–124.
G. Deriu - S. Chessa, Semestene ed il suo territorio dal Basso Medioevo agli inizi dell'Epoca Contemporanea, Sassari, Edes, 2003, scheda "Truddas", pp. 129–59.
M. Rassu, Pozzomaggiore l'ambiente, la storia, l'arte, Cagliari, ItinerArte, 1999, p. 30.
G.Zanetti, I camaldonensi in Sardegna, Cagliari 1974
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