ArcheOlbia guida turistica Olbia archeologia della sardegna


Associazione ArcheOlbia
Promozione e Valorizzazione dei Beni Culturali

Guida turistica - Accompagnatore turistico - Attività didattiche - Corsi di formazione - Progettazione di attività culturali

ArcheOlbia
Piazza San Simplicio c/o Basilica Minore di San Simplicio
07026 Olbia (OT)
archeolbia@gmail.com
3456328150 Durdica - 3425129458 Marcello -
3336898146 Stefano
C.F. 91039880900


“Aprire il passato significa raccontarlo. Alla comunità scientifica sì, ma soprattutto alla comunità dei cittadini cui il lavoro degli archeologi e, più in generale, degli operatori dei beni culturali deve rivolgersi.”.
Visualizzazione post con etichetta pozzo sacro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pozzo sacro. Mostra tutti i post

lunedì 15 agosto 2016

Buon Ferragosto da ArcheOlbia con "Stelle cadenti al Pozzo " 2016 - Comunicato





marcello cabriolu
Come per incanto, anche quest’anno, si è rinnovata la magia di “Stelle cadenti al Pozzo Sacro”, la consueta manifestazione a cui ArcheOlbia, ci ha abituato sin dal 2011. Forse a dimostrare che, per fare cultura di un certo livello, non sono necessari nomi altisonanti o somme ingenti di denaro ma una buona dose di volontà e partecipazione. Anche per quest’anno, l'associazione ha cercato di dare un momento indimenticabile alla città di Olbia e ai suoi turisti, arrivati al Pozzo Sacro “Sa Testa” attratti dall’evento giunto ormai alla sua sesta edizione. In uno scenario, quale è quest'area archeologica, definibile come uno scrigno di rara bellezza alle porte della città, verso le 19:20 i ragazzi della Scuola Civica di Musica, diretta dal Maestro Tonino DELITALA, hanno catturato il cuore e l’attenzione degli spettatori, con esecuzioni di arie come “la Regina della notte” di Mozart.
marcello cabrioluLa serata prende il via con i ringraziamenti di rito degli organizzatori, l’assessore alla Cultura Dott.ssa Sabrina Serra, il Maestro Tonino Delitala e la Dott.ssa Durdica Bacciu e da un aperitivo conviviale, direttamente dal San Leonardo Vermentino Wine Festival, offerto dalle cantine Tamponi e Tondini.
Le esecuzioni dei giovani della Scuola Civica di Musica si sono svolte intercalando letture scelte ad hoc. Prestando attenzione ad una ricorrenza importante, quale è il novantenario della conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, l’Associazione ArcheOlbia ha preso spunto per un doveroso omaggio a questo famosissimo personaggio. Tale scelta è motivata dal fatto che una semplice celebrazione e un piccolo ricordo contribuiscono a celebrare l’importanza del ruolo e del significato che questa scrittrice sarda ha avuto per la letteratura italiana. Ecco perciò che la lettura dei versi di questa scrittrice viene affidata alla Sig.ra Giovanna, in arte
Viola Rossa, poetessa talentuosa e artista eclettica. Tutto questo ha modellato un evento con le consuete forme di originalità ed eleganza a cui l’Associazione ArcheOlbia, in collaborazione con il Settore Cultura dell’Amministrazione Comunale, ci ha sempre abituato. Scesa la sera, il sito di "Sa Testa" ha cambiato parvenza, regalando ai visitatori uno scenario suggestivo, illuminato da fiaccole e lucerne. Per variare ancor più l’offerta culturale, l'ArcheOlbia ha coinvolto l'Ass. Astrofili di Sassari, allo scopo di mostrare la volta celeste e i principali pianeti visibili nelle sere d'agosto. I volontari dell'ArcheOlbia, durante la serata, hanno descritto le vicissitudini storiche e gli inquadramenti archeologici del monumento preistorico. Le diverse centinaia di turisti hanno colto, a turno, la bellezza dell’area ascoltando le semplici ma scientifiche nozioni narrate dai volontari, ponendo anche domande curiose e cogliendo anche gli aspetti più tecnici.
durdica bacciu
Pozzo Sacro Sa Testa
  Il tutto a sottolineare che la promozione e la valorizzazione scientifica che l’ArcheOlbia ha offerto in quasi un decennio di attività, patrocinata e promossa dall’Amministrazione Comunale, è stata mirata e ottimale per mostrare e caratterizzare, sempre con rigore scientifico ma con un linguaggio semplice alla portata di tutti, i principali luoghi storici della città di Olbia e hinterland. Un altro successo, un’altra stellina accesa nel firmamento degli eventi culturali che contano a Olbia. Buon Ferragosto a tutti da ArcheOlbia. 



Marcello, Dana, Massimiliano, Daniele e Claudia.

 Atterus annus menzus.


Lo Staff ArcheOlbia




Galleria foto 2016:
durdica bacciu
durdica bacciu
durdica bacciu
marcello cabriolu
marcello cabriolu
durdica bacciu
durdica bacciu
durdica bacciu
durdica bacciu
alessandro olivieri
alessandro olivieri
astrofili sassari

giovedì 12 maggio 2016

Il pozzo sacro di Predio Canopolo - Perfugas



di Marcello Cabriolu
Ph:©2016 neroargento.com

neroargento.com
Scoperto nel 1924 in un orto dal signor Domenico Canopolo e scavato per la prima volta da Antonio Taramelli. Quando il tempo e le azioni umane rischiarono di compromettere la struttura, intervenne la Soprintendenza che, tramite il prof. Nicolli, decise di ricoprire nuovamente il monumento per evitare eventuali saccheggi e danneggiamenti. Il pozzo venne poi riportato alla luce dal prof. Pitzalis attraverso successive fasi di scavo a partire dal 1979, mostrando così un magnifico monumento, inquadrabile tra il bronzo Medio e il Bronzo finale (1600-1330 a.C), reso in calcare di Laerru.
Il tempio a pozzo, tra i più eleganti edifici della Sardegna nuragica, presenta lo schema classico con la cella, il pozzetto di captazione, la scala sovrastata da architravi gradonati (scala rovescia), il vestibolo con sedile. La cella, di pianta perfettamente circolare, vede delle piccole fessure di drenaggio e di approvvigionamento aprirsi nei conci di calcare precisamente rastremati verso l’alto. Il corpo della struttura è realizzato in conci a T (peduncolati) a creare un incastro perfetto nella massa muraria, mentre la faccia a vista appare straordinariamente rifinita e lisciata.


neroargento.com
Alcuni conci (macigni) sono decorati con bugne, residui di corna a tutti gli effetti, a riprodurre il simbolo della Dea Madre: le corna taurine. Nel vestibolo si può ancora notare la base dove veniva posta l’ascia bipenne, simbolo della giustizia e della divinità. All’esterno della struttura è possibile osservare un residuo della canalizzazione creata per concentrare nel pozzo l’acqua di falda, lontano segno della capacità dei nuragici di creare acquedotti. Adiacente al pozzo sono stati scoperti un megaron e alcuni elementi del villaggio che circondava il complesso a indirizzo religioso. A conferma di una religiosità dedicata alla Dea Madre mediterranea sono state rinvenute due statuette bovine: una mostra chiaramente un toro con le corna decorate, l’altra raffigura una vacca.


neroargento.com

Come arrivare:
Dal centro di Perfugas prendere la via Garibaldi, e percorrerla tutta, alla fine della strada si trova l'area archeologica recintata e chiusa. Il monumento si può vedere dall'esterno, altrimenti rivolgersi al personale del Museo Archeologico, in via Nazario Sauro (tel. 079-564241).

Bibliografia:
A. Taramelli, "Tempietto a pozzo di carattere preromano scoperto nell'abitato", in Notizie Scavi, 1924, pp. 522-533;
G. Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, Cagliari, La Zattera, 1966, nn. 194 e 197, pp. 317, 319-20;
F. Lo Schiavo, "1979, Notiziario", in Rivista di Scienze Preistoriche
, XXXIV, 1-2, 1979, pp. 341-342;
F. Nicosia, "La Sardegna nel mondo classico", in Ichnussa. La Sardegna dalle origini all'età classica, Milano, Libri Scheiwiller, 1981, p. 440 figg. 464-466;
G. Pitzalis, "Perfugas. Pozzo Predio Canopoli", in Il territorio, l'uomo, la memoria. Venticinque anni di attività, a cura di G. Pitzalis, Muros, Stampacolor, 2005, pp. 22-23.
 

domenica 1 maggio 2016

Il pozzo sacro di Tattinu - Nuxis



di Marcello Cabriolu
Ph: D.Bacciu
 
durdica bacciu
Nell’ambito di un complesso che al momento dell’indagine si mostrava pulito e purtroppo ora è invaso di sterpaglie, e che comprende un’ampia cumbessida nuragica e diverse fonti idriche, si individua uno dei pozzi più monumentali di tutta la Sardegna. Non tanto per la rifinitura quanto per le dimensioni e le caratteristiche, il pozzo sacro di Tattinu, inquadrabile nel XIV sec. a.C., manifesta la sua bellezza attraverso la lunga scalinata che accede al pozzetto di captazione. La struttura, che come le circostanti è resa con tecnica edilizia a “sacco”, si compone di conci poligonali in andesite basaltica, rincalzati da numerose zeppe, e presenta una pianta a forma di ank egizio o “toppa di chiave”. Si compone di vestibolo, atrio a scalinata, cella a tholos con pozzetto di captazione. Si accede alla camera tramite un vestibolo perpendicolare all’asse del pozzo con due accessi laterali gradonati.


durdica bacciu
Si scende per la scalinata di 28-29 gradini delimitata da due alte pareti di sviluppo fortemente ellittico, rastremate verso l’alto. La scala sbocca nella cella, sopraelevata più di un metro rispetto al punto in cui è sistemata la base della tholos. Dal punto in cui sgorga la vena sorgiva la tholos si innalza, rivestita da conci poligonali, per circa cinque metri. Il prospetto della cella si mostra alto, triangolare e costituito da tre aperture sovrapposte e isolate da due architravi: la prima costituisce la parte terminale della scala ed è di luce trapezoidale; la seconda sempre di luce trapezoidale è una grossa finestrella di scarico; la terza si apre a luce triangolare e si trova sull’apice del pozzo. Il contesto si presenta molto simile al settore sud occidentale dell’area archeologica di Santa Vittoria di Serri e si costituisce di un grosso muraglione che isola l’area di accesso, limitando quella che dev’essere la zona di pubblica fruizione. 

durdica bacciu


Come nel sito precedentemente citato, anche qui il pozzo, cinto da un temenos che termina in un’esedra, si mostra inserito nella massa muraria, spalle all’area pubblica e aperto nella zona ad accesso limitato.




Come arrivare 
Lungo la SS 293, superato l'abitato di Nuxis in direzione Villaperuccio, presso la località Is Pittaus svoltare a sinistra e seguire le indicazioni per la chiesa Sant'Elia; prima di quest'ultima, svoltare a sinistra e andare oltre la località Tattinu. 


durdica bacciu