di Durdica Bacciu (Archeologa)
Ph: D.Bacciu
di Durdica Bacciu (Archeologa)
Ph: D.Bacciu
di Durdica Bacciu
Photo https://autonomiademocraticaolbia.jimdo.com
Negli anni anche la festa di Natale ha subito varie trasformazioni, dovute alla tecnologia, al momento storico e al consumismo.
Pillole di ricordi: "Quando ero piccola, per Natale era tradizione andare da Nonna Rosina. Tutta la famiglia si riuniva intorno a lei ed era il nostro centro, sia per i grandi che per i piccini. Andare da Nonna era festa, era rivedere gli zii, giocare con i cuginetti e gli amici del paese, mangiare cose buone come la zuppa gallurese di Zia Peppina, sentire la porta del salone aprirsi e chiamare "Peppì" (come chiamavano zia). Il Natale era anche fare il "giro" dei parenti, in un paesino di poche anime ma con tanti ricordi, Cuzzola, il paese di mia madre e delle sue sorelle. Era sentire l'odore del vino offerto dagli zii a mio padre, rigorosamente vino rosso fatto in casa, era sentire sempre mia madre un po' in ansia richiamare "Titino devi guidare" e la risposta di papà "Cosa vuoi che mi faccia un bicchiere di vino ?" Il Il Natale erano le luci dell'albero in ogni casa, il panettone e il pandoro, i pacchi colorati e quel magnifico "maneggiare" di soldi che solo le nonne e le zie sapevano fare (senza essere viste): "...con questi ti compri le caramelle". Il Natale aveva l'odore delle cose buone, della gente allegra e in quei giorni il tempo sembrava non passare mai. Tutti erano felici...tutti erano uniti. Poi, cosa non doveva mancare? La Messa di Natale, si quella era d'obbligo. Si andava in chiesa dopo la cena di Vigilia del 24 notte oppure la mattina del 25, in ogni caso si era contenti perché il significato era chiaro: avrei visto nonna, le zie e i cugini! Diventavo improvvisamente grande fan della messa 😊"
L'unica cosa che non è cambiata in tutto questo tempo è l'emozione e i ricordi che lascia il Natale ed è proprio leggendo il libro di Francesco De Rosa "Tradizioni popolari di Gallura" possiamo rivivere il Natale della vecchia Terranova oggi Olbia.
| Basilica di San Simplicio |
| Terranova Pausania |
Finita la messa si torna allegramente nelle proprie case dove si mangiano i piatti prelibati della tradizione come "...pan'e sabba, cuccjuleddi melati, origlietti, niuleddi, turroni, ecc..." e nulla viene lasciato sulla tavola e tantomeno con la pancia vuota, specialmente ad Aggius e Bortigiadas dove, secondo una leggenda, chi rimaneva a pancia vuota sarebbe stato visitato da Palpaccja, una figura oscura con il compito di riempire la pancia vuota con dei grossi sassi.
| Albero di Natale Olbia 2020 |
Leggendo queste poche righe del De Rosa possiamo notare come sia cambiato il modo di festeggiare il Natale, molto più sobrio e silenzioso ma non per questo meno sentito.
(Francesco DE ROSA, Il Natale in Tradizioni popolari di Gallura,Ilisso edizioni, Nuoro 2003, a cura di Andrea Mulas, pp. 136-138)
Operatori di Marketing culturale e di turismo integrato (OMCTI)
La
comunicazione del territorio è dunque al centro del dibattito condotto dal
giornalista Armando Lostaglio. “Essa
rimane fra le priorità di una comunità” asserisce Durdica, derivando dal
latino cum=con e munire=legare, mettere in comune, aggregare. È un fenomeno
complesso ma che permette di trasmettere informazione in modo diretto, semplice
ed efficace.
La
comunicazione, sempre in continuo mutamento – è passata dalla sola stampa alle
informazioni su mezzi tecnologici - è ormai parte di noi, ne veniamo a contatto
quasi inconsapevolmente ma è grazie ad essa che possiamo far emergere
quell’atto, chiamato sponsorizzazione, che tanto ci è caro nei confronti dei
nostri borghi. La tecnologia, oggi, ci permette di coinvolgere un pubblico
sempre più ampio e non prettamente legato al territorio. “Ecco che qui cresce l’importanza della valorizzazione delle nostre
tradizioni e della nostra cultura, da poter trasmettere ai visitatori,
suggerendo e presentando i luoghi a noi più cari con una corretta informazione nel
sistema turistico-culturale” sostiene Francesca. E intanto veniamo
subissati da notizie e immagini in ogni momento della giornata, siamo
addirittura influenzati nelle nostre scelte quotidiane, “Ecco perché una corretta informazione resta molto importante nel
settore turistico” testimonia Eufemia.
“Sono tante le potenzialità del mio
paese (in Basilicata) nonostante l'emergenza sia tangibile sotto molti punti
quali lo spopolamento, l'emigrazione, l'arrendevolezza giovanile”, esprime la corsista Mariangela, “per questo dobbiamo puntare sulla diffusione delle nostre conoscenze
e competenze”.
“La necessità di comunicare per noi abitanti dell’Alta Irpinia” afferma Angelica “ è fondamentale perché siamo nel cuore dei Monti Picentini arroccati sulle montagne, isolati e poco conosciuti, dove la comunicazione interna, da parte degli abitanti più attivi socialmente, avviene quasi esclusivamente aggregandosi alle varie associazioni. Quindi una comunicazione efficace e chiara è il perno essenziale per chi intende promuovere lo sviluppo e valorizzare la ricca cultura dei nostri borghi rurali, evidenziando la conservazione delle tradizioni tipiche”. Tutto questo non è possibile se non si attua la valorizzazione del territorio attraverso un'approfondita conoscenza storica. Per comprendere a fondo i processi storici, si deve ricercare quell'identità composta nei luoghi e nei personaggi che abbiano avuto un’importanza specifica in quel contesto, in modo da individuarne l'anima e valorizzare quelli ciò che resta invisibile. “La storia è dunque la tutela del nostro immesso patrimonio culturale” sostiene Michela.
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| Durdica Bacciu |
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| Francesca Meloni |
(Durdica Bacciu, Francesca Meloni, Eufemia Telesca, Mariangela Re, Angelica Boccia, Michela Metallo Francesco Iannì)
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| Basilica di San Simplicio - fonte Museum Civitatense |
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| Trifora della Basilica - fonte Museum Civitatense |
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| Capitello - fonte Museum Civitatense |
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| Ampolla delle Reliquie - Fonte Museum Civitatense |