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Associazione ArcheOlbia
Promozione e Valorizzazione dei Beni Culturali

Guida turistica - Accompagnatore turistico - Attività didattiche - Corsi di formazione - Progettazione di attività culturali

ArcheOlbia
Piazza San Simplicio c/o Basilica Minore di San Simplicio
07026 Olbia (OT)
archeolbia@gmail.com
3456328150 Durdica - 3425129458 Marcello -
3336898146 Stefano
C.F. 91039880900


“Aprire il passato significa raccontarlo. Alla comunità scientifica sì, ma soprattutto alla comunità dei cittadini cui il lavoro degli archeologi e, più in generale, degli operatori dei beni culturali deve rivolgersi.”.

venerdì 23 ottobre 2020

Bacciu Durdica e Meloni Francesca le prime OMCTI della Sardegna

 

Operatori di Marketing culturale e di turismo integrato (OMCTI)


Si stanno tenendo on line (con collegamenti da diverse regioni come Sardegna, Liguria, Basilicata, Campania, Lazio e Sicilia) i corsi di formazione per Operatori di Marketing culturale e di Turismo Integrato (OMCTI), promossi da Formatemp E-Work e Forma Service, i quali progetti sono curati da Fernanda Ruggiero, docente del corso e consulente di Nuovi Turismi. Le discipline sulle quali si adoperano e si misurano, con dedizione, una quindicina di giovani
 sono: i marchi di qualità italiani, alberghi diffusi, web marketing, progettazione turistica integrata in particolare sport natura, costituzione di società e cooperative, cineturismo, organizzazione eventi e comunicazione. Hanno partecipato con profitto anche Durdica Bacciu, Archeologa e Guida Turistica di Olbia e Francesca Meloni, di Monti, vice presidente dell’Associazione Culturale Erèntzia e membro del Gruppo Folk San paolo di Monti. Le due dottoresse sono le prime OMCTI a livello regionale e si occuperanno di marketing culturale e turismo integrato nella nostra bella Isola.

La comunicazione del territorio è dunque al centro del dibattito condotto dal giornalista Armando Lostaglio. “Essa rimane fra le priorità di una comunità” asserisce Durdica, derivando dal latino cum=con e munire=legare, mettere in comune, aggregare. È un fenomeno complesso ma che permette di trasmettere informazione in modo diretto, semplice ed efficace. 

La comunicazione, sempre in continuo mutamento – è passata dalla sola stampa alle informazioni su mezzi tecnologici - è ormai parte di noi, ne veniamo a contatto quasi inconsapevolmente ma è grazie ad essa che possiamo far emergere quell’atto, chiamato sponsorizzazione, che tanto ci è caro nei confronti dei nostri borghi. La tecnologia, oggi, ci permette di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e non prettamente legato al territorio. “Ecco che qui cresce l’importanza della valorizzazione delle nostre tradizioni e della nostra cultura, da poter trasmettere ai visitatori, suggerendo e presentando i luoghi a noi più cari con una corretta informazione nel sistema turistico-culturale” sostiene Francesca. E intanto veniamo subissati da notizie e immagini in ogni momento della giornata, siamo addirittura influenzati nelle nostre scelte quotidiane, “Ecco perché una corretta informazione resta molto importante nel settore turistico” testimonia Eufemia. 


Ogni realtà dovrebbe investire maggiormente nella comunicazione al fine di promuovere al meglio le bellezze e gli attrattori del proprio territorio, facilitando così le opportunità di crescita occupazionale onde evitare lo spopolamento dei nostri borghi attirando giovani professionisti.

“Sono tante le potenzialità del mio paese (in Basilicata) nonostante l'emergenza sia tangibile sotto molti punti quali lo spopolamento, l'emigrazione, l'arrendevolezza giovanile”, esprime la corsista Mariangela, “per questo dobbiamo puntare sulla diffusione delle nostre conoscenze e competenze”.

La necessità di comunicare per noi abitanti dell’Alta Irpinia” afferma Angelica  è fondamentale perché siamo nel cuore dei Monti Picentini arroccati sulle montagne, isolati e poco conosciuti, dove la comunicazione interna, da parte degli abitanti più attivi socialmente, avviene quasi esclusivamente aggregandosi alle varie associazioni. Quindi una comunicazione efficace e chiara è il perno essenziale per chi intende promuovere lo sviluppo e valorizzare la ricca cultura dei nostri borghi rurali, evidenziando la conservazione delle tradizioni tipiche”. Tutto questo non è possibile se non si attua la valorizzazione del territorio attraverso un'approfondita conoscenza storica. Per comprendere a fondo i processi storici, si deve ricercare quell'identità composta nei luoghi e nei personaggi che abbiano avuto un’importanza specifica in quel contesto, in modo da individuarne l'anima e valorizzare quelli ciò che resta invisibile. “La storia è dunque la tutela del nostro immesso patrimonio culturale” sostiene Michela. 

Durdica Bacciu
Proprio per questa necessità di conoscere e vivere personalmente la storia dei luoghi, nasce il turismo esperienziale, il modo in cui il visitatore si confronta con le comunità che visita. Il patrimonio di una destinazione non è rappresentato solo dai suoi luoghi fisici, ne fanno parte anche elementi immateriali quali la cultura e le tradizioni. La comunicazione gioca un ruolo chiave nell’attirare l’attenzione, creando un viaggio “emotivo” nell’immaginazione della persona ancora prima che questa parta, è su questo principio che si basa il web marketing turistico:

Francesca Meloni

“Il viaggiatore visita un luogo non solo per vedere qualcosa, bensì per vivere una nuova esperienza in tutta la sua complessità” dichiara Francesco. Bisogna raccontare la propria destinazione con doveroso impegno; ogni luogo di interesse dev’essere fruibile nella maniera migliore e reso accessibile a un livello più metafisico. Un museo splendido rimane vuoto, se non viene fatto conoscere, la destinazione che non sa raccontarsi è destinata a essere dimenticata. Ecco che comunicare rimane di primaria importanza, anche attraverso i social o mediante un sito web efficace, con l’identica priorità dedicata alla gestione del luogo stesso, rendendo tutti protagonisti del territorio consentendo aggregazioni giovanili in grado di stimolare l’operatività degli enti territoriali.

(Durdica Bacciu, Francesca Meloni, Eufemia Telesca, Mariangela Re, Angelica Boccia, Michela Metallo Francesco Iannì)

lunedì 17 agosto 2020

La Basilica di San Simplicio EN

   

The Basilica of San Simplicio is located on the top of a hill in front of the railway station of Olbia. You can easily reach it by following the Corso Umberto completely up to the railway crossing and turning right into Via San Simplicio where it rises majestically. To date there is not an official document attesting the exact date of construction but it is assumed that the church was founded between the end of the year 1000 and the first decades of the 1100s in the area defined in the past as the cimiterio Sancti Simplicii. The area, in fact, is spread over a half-hill, has numerous burials and some wells that embrace a period of time ranging from the Orientalising period (about 700 BC) up to the High Middle Ages. The first documented building would seem to be a temple of Roman era dedicated to Ceres or Demeter linked to the figure of Acte, the lover of Emperor Nero. Probably from the ruins of this temple and from the use of the squared blocks of the ancient city walls, the builders, using a furnace for the hydraulic lime, built the original church. The first building had to be composed of large blocks of granite set to create a classroom with three naves covered by wooden trusses. Perhaps due to a structural problem or a collapse in the vault of the northern nave, the builders used bricks to redo the roof and raise the church. Several studies so far seem to agree that the first church was smaller than the current basilica and that it was between the apse and the second pair of internal pillars. The same scholars agree that, between the lengthening of the church and the current facade, the workers have completed the work by the end of 1100. The basilica measures 33 meters X 13 meters and is about 12 meters high, the space inside it is divided into two naves and a higher central nave, as you can see by observing the façade. The space between the naves is divided between three pairs of columns alternating with three pairs of quadrangular pillars. The capitals above the columns show classic, animal and human decorations that, together with the external decorations, recall the Tuscan and Lombard art of the period. The apse was originally frescoed as well as the right side where the organ is now placed. The exterior of the church is characterized by a "plinth" along the entire perimeter that is regularly interrupted at the base of the pilasters. On the southern side you can see the presence of two Roman stone blocks that form the basis of the first and second pilaster strips. In the apse, oriented to the west, a lancet window opens to illuminate the church at sunset while the façade, oriented to the east, is divided into three sectors. The central part of the façade, shows an entrance crowned by a raised arch, and further up there is a large three-light window divided by two pillars. The highest part of the façade is decorated with a rhombus of four basins and a row of other four which, probably in antiquity, were filled with majolica tiles. The right and left sectors are decorated with some white marble panels, but the prominent element is a marble slab, probably of Lombard style, with a human figure and two animals carved. Finally, in the sector on the bottom left a whole and broken shelf emerge from the façade on which it is possible to lay a sarcophagus, as in the church of San Pantaleo di Dolianova or the architrave coming from the ancient temple of Cerere, now in Pisa. In the long side placed to the south, an entrance opens that in ancient times was used as a Holy Door. The main role of the Basilica concerns the cult of the ancient martyrs: Simplicio, Fiorenzo, Rosola and Diocleziano, probably among the first Christians killed in Sardinia by the Emperor Diocletian. The presence of the Martyr's relics and blood, kept under the altar, is still today a destination for the faithful who have witnessed the faith in God and his disciple Simplicius since ancient times.