di Durdica Bacciu (Archeologa)
ph D.Bacciu
Un viaggio archeologico nella memoria del Mediterraneo
La storia di un territorio non si conserva soltanto nelle pietre o nei reperti archeologici. Talvolta sopravvive silenziosamente nelle linee tracciate su antiche pergamene, nei portolani consumati dalla salsedine, nelle carte nautiche che per secoli hanno guidato navigatori, mercanti e pellegrini attraverso il Mediterraneo. È proprio da questa prospettiva che nasce la mostra "Fra Bussole e Stelle. Porto Cervo nell'antica cartografia", un progetto ideato da MARE NOSTRUM, frutto di anni di ricerca e di un'attenta attività di recupero di rare testimonianze cartografiche provenienti da collezioni private e mercati antiquari europei.La mostra è stata pensata e ideata (quest'inverno) dalla Associazione Sociale MARE NOSTRUM di Porto Cervo, di concerto con la Parrocchia di Stella Maris. Il Consorzio Costa Smeralda ha sposato il progetto e ha organizzato la promozione dell'iniziativa mentre la Smeralda Holding ha voluto sostenere l'iniziativa anche dal punto di vista economico. C'è stata, inoltre, la preziosa collaborazione dell'Associazione Culturale La Scatola del Tempo e dell'Istituto Euromediterraneo." restituisce al pubblico una narrazione inedita di Porto Cervo: non il celebre approdo della Costa Smeralda contemporanea, ma un porto naturale la cui importanza è documentata dalla cartografia storica fin dal Medioevo.
La cartografia come fonte archeologica
Per gli studiosi del paesaggio antico, una carta nautica rappresenta molto più di uno strumento di orientamento. È una vera e propria fonte archeologica. Ogni toponimo, ogni profilo costiero, ogni insenatura riportata sulle mappe costituisce una testimonianza della conoscenza geografica e della frequentazione umana di un territorio. Nel caso di Porto Cervo, le carte esposte raccontano una realtà sorprendente: molto prima della nascita della Costa Smeralda, questo tratto di costa gallurese era già conosciuto dai navigatori mediterranei come approdo sicuro, luogo di riparo dai venti dominanti e punto di riferimento lungo le rotte commerciali che collegavano la penisola italiana, la Corsica, la Catalogna e il Levante. La mostra invita quindi a leggere la cartografia antica come un archivio della memoria, dove la geografia si intreccia con la storia della navigazione, dell'economia marittima e degli insediamenti costieri.
Un nome che attraversa i secoli
Tra gli aspetti più significativi della ricerca emerge la presenza del toponimo di Porto Cervo già in documenti medievali. Uno dei reperti più importanti è una carta del 1290 conservata presso la Bibliothèque nationale de France, nella quale compare una delle più antiche attestazioni conosciute del nome di Porto Cervo. Tale testimonianza consente di retrodatare di secoli la conoscenza documentaria di questo approdo, confermando il ruolo che esso rivestiva nella navigazione medievale.
Accanto a questa straordinaria testimonianza, la documentazione raccolta da Mario Sotgiu comprende mappe del XVI, XVII e XVIII secolo che mostrano l'evoluzione della rappresentazione della Gallura e della sua costa, evidenziando come Porto Cervo fosse ormai un riferimento stabile nella geografia nautica del Mediterraneo.Il Mediterraneo delle rotte
Le carte portolaniche esposte raccontano un Mediterraneo profondamente diverso da quello odierno. Non esistevano confini politici come li intendiamo oggi: esistevano invece rotte, venti, correnti e approdi. I cartografi medievali e rinascimentali non erano interessati a rappresentare il paesaggio secondo criteri estetici, ma a fornire informazioni indispensabili alla navigazione. Le baie protette, i promontori facilmente riconoscibili, le profondità dei fondali e gli ancoraggi sicuri costituivano elementi fondamentali per la sopravvivenza dei naviganti. In questa prospettiva Porto Cervo assume una nuova dimensione storica: non semplice località costiera, ma nodo della rete marittima mediterranea, inserito in quel sistema di conoscenze che per secoli ha permesso la circolazione di uomini, merci e culture.
Ricerca, tutela e valorizzazione
L'opera di ricerca condotta da MARE NOSTRUM, rappresenta un esempio significativo di archeologia documentaria applicata al territorio, grazie anche al contributo dell'archeologo Marcello Cabriolu. Il recupero di antiche carte nautiche, spesso disperse tra collezioni private e mercatini antiquari europei, ha permesso di ricostruire un patrimonio storico altrimenti difficilmente accessibile. Questa attività si inserisce nel più ampio lavoro di valorizzazione della memoria storica della Gallura promosso negli anni dall'Associazione Culturale La Scatola del Tempo, che ha contribuito alla diffusione di una nuova consapevolezza sull'antichità delle radici storiche di Porto Cervo e del territorio arzachenese.
Fra bussole e stelle
Il titolo della mostra richiama i due grandi strumenti che hanno guidato per secoli la navigazione: la bussola, simbolo della tecnica, e le stelle, simbolo della conoscenza astronomica. In questa duplice immagine si racchiude il senso dell'intero percorso espositivo. Le carte non raccontano soltanto luoghi; raccontano uomini che hanno attraversato il mare affidandosi all'osservazione del cielo, alla memoria delle coste e alla precisione del disegno cartografico."Fra Bussole e Stelle" diventa così un viaggio nella lunga durata della storia mediterranea, restituendo profondità cronologica a un luogo oggi conosciuto soprattutto per la sua vocazione turistica. La mostra dimostra invece come Porto Cervo possieda una memoria molto più antica, stratificata e affascinante: una memoria che emerge dalle carte, dai documenti e dalle tracce lasciate dai naviganti lungo i secoli. Più che un'esposizione di antiche mappe, questa iniziativa rappresenta un invito a rileggere il paesaggio gallurese attraverso gli occhi dei cartografi medievali e moderni, riconoscendo nella cartografia storica uno strumento privilegiato per comprendere l'identità culturale e archeologica del Mediterraneo.
LA MOSTRA sarà visibile dal 20 luglio al 20 agosto 2026 a PORTO CERVO
Info e contatti: apsmarenostrum@gmail.com FB Mare Nostrum APS | Facebook
Intervista all'archeologo Marcello Cabriolu nel canale Facebook ArcheOlbia Olbia





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