ArcheOlbia guida turistica Olbia archeologia della sardegna


Associazione ArcheOlbia
Promozione e Valorizzazione dei Beni Culturali

Guida turistica - Accompagnatore turistico - Attività didattiche - Corsi di formazione - Progettazione di attività culturali

ArcheOlbia
Piazza San Simplicio c/o Basilica Minore di San Simplicio
07026 Olbia (OT)
archeolbia@gmail.com
3456328150 Durdica - 3425129458 Marcello -
3336898146 Stefano
C.F. 91039880900


“Aprire il passato significa raccontarlo. Alla comunità scientifica sì, ma soprattutto alla comunità dei cittadini cui il lavoro degli archeologi e, più in generale, degli operatori dei beni culturali deve rivolgersi.”.

martedì 21 luglio 2026

Fra Bussole e Stelle. Porto Cervo nell'antica cartografia

 di Durdica Bacciu (Archeologa)

ph D.Bacciu 

Un viaggio archeologico nella memoria del Mediterraneo

La storia di un territorio non si conserva soltanto nelle pietre o nei reperti archeologici. Talvolta sopravvive silenziosamente nelle linee tracciate su antiche pergamene, nei portolani consumati dalla salsedine, nelle carte nautiche che per secoli hanno guidato navigatori, mercanti e pellegrini attraverso il Mediterraneo. È proprio da questa prospettiva che nasce la mostra "Fra Bussole e Stelle. Porto Cervo nell'antica cartografia", un progetto ideato da MARE NOSTRUM, frutto di anni di ricerca e di un'attenta attività di recupero di rare testimonianze cartografiche provenienti da collezioni private e mercati antiquari europei.

La mostra è stata pensata e ideata (quest'inverno) dalla Associazione Sociale MARE NOSTRUM di Porto Cervo, di concerto con la Parrocchia di Stella Maris. Il Consorzio Costa Smeralda ha sposato il progetto e ha organizzato la promozione dell'iniziativa mentre la Smeralda Holding ha voluto sostenere l'iniziativa anche dal punto di vista economico. C'è stata, inoltre, la preziosa collaborazione dell'Associazione Culturale La Scatola del Tempo e dell'Istituto Euromediterraneo." restituisce al pubblico una narrazione inedita di Porto Cervo: non il celebre approdo della Costa Smeralda contemporanea, ma un porto naturale la cui importanza è documentata dalla cartografia storica fin dal Medioevo.

La cartografia come fonte archeologica

Per gli studiosi del paesaggio antico, una carta nautica rappresenta molto più di uno strumento di orientamento. È una vera e propria fonte archeologica. Ogni toponimo, ogni profilo costiero, ogni insenatura riportata sulle mappe costituisce una testimonianza della conoscenza geografica e della frequentazione umana di un territorio. Nel caso di Porto Cervo, le carte esposte raccontano una realtà sorprendente: molto prima della nascita della Costa Smeralda, questo tratto di costa gallurese era già conosciuto dai navigatori mediterranei come approdo sicuro, luogo di riparo dai venti dominanti e punto di riferimento lungo le rotte commerciali che collegavano la penisola italiana, la Corsica, la Catalogna e il Levante. La mostra invita quindi a leggere la cartografia antica come un archivio della memoria, dove la geografia si intreccia con la storia della navigazione, dell'economia marittima e degli insediamenti costieri.

Un nome che attraversa i secoli

Tra gli aspetti più significativi della ricerca emerge la presenza del toponimo di Porto Cervo già in documenti medievali. Uno dei reperti più importanti è una carta del 1290 conservata presso la Bibliothèque nationale de France, nella quale compare una delle più antiche attestazioni conosciute del nome di Porto Cervo. Tale testimonianza consente di retrodatare di secoli la conoscenza documentaria di questo approdo, confermando il ruolo che esso rivestiva nella navigazione medievale.

Accanto a questa straordinaria testimonianza, la documentazione raccolta da Mario Sotgiu comprende mappe del XVI, XVII e XVIII secolo che mostrano l'evoluzione della rappresentazione della Gallura e della sua costa, evidenziando come Porto Cervo fosse ormai un riferimento stabile nella geografia nautica del Mediterraneo.

Il Mediterraneo delle rotte

Le carte portolaniche esposte raccontano un Mediterraneo profondamente diverso da quello odierno. Non esistevano confini politici come li intendiamo oggi: esistevano invece rotte, venti, correnti e approdi. I cartografi medievali e rinascimentali non erano interessati a rappresentare il paesaggio secondo criteri estetici, ma a fornire informazioni indispensabili alla navigazione. Le baie protette, i promontori facilmente riconoscibili, le profondità dei fondali e gli ancoraggi sicuri costituivano elementi fondamentali per la sopravvivenza dei naviganti. In questa prospettiva Porto Cervo assume una nuova dimensione storica: non semplice località costiera, ma nodo della rete marittima mediterranea, inserito in quel sistema di conoscenze che per secoli ha permesso la circolazione di uomini, merci e culture.

Ricerca, tutela e valorizzazione

L'opera di ricerca condotta da MARE NOSTRUM, rappresenta un esempio significativo di archeologia documentaria applicata al territorio, grazie anche al contributo dell'archeologo Marcello Cabriolu. Il recupero di antiche carte nautiche, spesso disperse tra collezioni private e mercatini antiquari europei, ha permesso di ricostruire un patrimonio storico altrimenti difficilmente accessibile. Questa attività si inserisce nel più ampio lavoro di valorizzazione della memoria storica della Gallura promosso negli anni dall'Associazione Culturale La Scatola del Tempo, che ha contribuito alla diffusione di una nuova consapevolezza sull'antichità delle radici storiche di Porto Cervo e del territorio arzachenese.

Fra bussole e stelle

Il titolo della mostra richiama i due grandi strumenti che hanno guidato per secoli la navigazione: la bussola, simbolo della tecnica, e le stelle, simbolo della conoscenza astronomica. In questa duplice immagine si racchiude il senso dell'intero percorso espositivo. Le carte non raccontano soltanto luoghi; raccontano uomini che hanno attraversato il mare affidandosi all'osservazione del cielo, alla memoria delle coste e alla precisione del disegno cartografico.

"Fra Bussole e Stelle" diventa così un viaggio nella lunga durata della storia mediterranea, restituendo profondità cronologica a un luogo oggi conosciuto soprattutto per la sua vocazione turistica. La mostra dimostra invece come Porto Cervo possieda una memoria molto più antica, stratificata e affascinante: una memoria che emerge dalle carte, dai documenti e dalle tracce lasciate dai naviganti lungo i secoli. Più che un'esposizione di antiche mappe, questa iniziativa rappresenta un invito a rileggere il paesaggio gallurese attraverso gli occhi dei cartografi medievali e moderni, riconoscendo nella cartografia storica uno strumento privilegiato per comprendere l'identità culturale e archeologica del Mediterraneo.

LA MOSTRA sarà visibile dal 20 luglio al 20 agosto 2026 a PORTO CERVO

Info e contatti: apsmarenostrum@gmail.com FB Mare Nostrum APS | Facebook 


Intervista all'archeologo Marcello Cabriolu nel canale Facebook ArcheOlbia Olbia



sabato 4 luglio 2026

Dove la terra racconta storie: tre giorni tra grotte, silenzi e tramonti con "Le Belle Donne"

di Durdica Bacciu (Archeologa)

Ph Durdica Bacciu

Foto di Le Belle Donne
 Ci sono luoghi che si visitano e altri che   si vivono. Oliena e il Supramonte appartengono a questa seconda categoria: paesaggi che sorprendono, raccontano una storia antica e lasciano un ricordo destinato a durare nel tempo. È quanto hanno sperimentato le socie dell'Associazione Le Belle Donne APS di Oristano, protagoniste di tre intense giornate dedicate alla scoperta di uno dei territori più affascinanti della Sardegna.

L'Associazione Le Belle Donne, impegnata nella promozione della socializzazione, della cultura e della valorizzazione del territorio, organizza da anni iniziative che favoriscono l'incontro, la condivisione e la conoscenza delle eccellenze della nostra isola. Un percorso che va oltre la semplice escursione e che diventa occasione di crescita personale e di rafforzamento dei legami umani.


Fondamentale, in questa esperienza, è stata la collaborazione con l'Associazione Sardegna NascostaFabrizio Caggiari – fondatore, guida e titolare del Centro Escursioni Sardegna Nascosta (e il suo staff), che con passione e professionalità accompagna i visitatori alla scoperta dei luoghi più autentici dell'isola. Grazie alla preparazione delle guide, ogni tappa si è trasformata in un racconto capace di intrecciare storia, archeologia, geologia e tradizioni popolari, permettendo al gruppo di osservare il territorio con occhi nuovi.

Il viaggio ha avuto come cuore la splendida Valle di Lanaitho, uno degli angoli più suggestivi del Supramonte, dove la natura conserva intatto il suo fascino selvaggio. Tra boschi, pareti calcaree, sorgenti e silenzi che parlano di un tempo lontano, le partecipanti hanno potuto apprezzare un ambiente di rara bellezza, custode di un patrimonio naturalistico e archeologico unico.

Grande emozione ha suscitato la visita alla Grotta di Nurre su Hoda e alla Grotta Sa Oche, autentici monumenti scolpiti dalla natura nel corso di migliaia di anni. Camminare tra sale sotterranee, concrezioni calcaree e giochi di luce ha regalato momenti di autentico stupore, arricchiti dalle spiegazioni delle guide, che hanno illustrato il valore scientifico e ambientale di questi straordinari ambienti ipogei.

Il viaggio nel tempo è proseguito con la visita al complesso nuragico di Sa Sedda 'e Sos Carros, uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna. L'antico villaggio-santuario, celebre per il sofisticato sistema idraulico legato al culto delle acque, testimonia l'ingegno e l'elevato livello di organizzazione raggiunto dalla civiltà nuragica. Un luogo che continua a suscitare interesse e meraviglia, ricordando quanto profonde siano le radici storiche della nostra isola. 

A suggellare queste tre giornate è stato uno dei momenti più emozionanti dell'intero itinerario: l'aperitivo al tramonto a Ishala 'e Pradu. Con lo sguardo rivolto verso il maestoso Monte Corrasi e i colori del cielo che lentamente si trasformavano, le partecipanti hanno degustato prodotti tipici del territorio in un'atmosfera di autentica convivialità. Un momento semplice ma intenso, nel quale la bellezza del paesaggio, i sapori della Barbagia e il piacere dello stare insieme si sono fusi in un ricordo destinato a rimanere nel cuore di tutte.

Questa esperienza ha dimostrato ancora una volta quanto sia importante valorizzare il patrimonio della Sardegna attraverso iniziative che uniscono cultura, turismo sostenibile e partecipazione. La collaborazione tra Le Belle Donne e Sardegna Nascosta rappresenta un esempio concreto di come fare rete significhi promuovere il territorio, custodirne la memoria e trasmetterne il valore alle nuove generazioni.

Al termine del viaggio, ciò che ogni partecipante ha portato con sé non sono state soltanto fotografie di paesaggi straordinari, ma la consapevolezza che la Sardegna custodisce tesori di inestimabile valore e che conoscerli, rispettarli e raccontarli è il modo migliore per preservarli. Tre giornate che hanno lasciato emozioni autentiche e la certezza che il viaggio più bello è quello che riesce ad arricchire lo sguardo e il cuore.




Un sentito ringraziamento va all’Associazione Le Belle Donne per l’entusiasmo, la partecipazione e la sensibilità dimostrata nel vivere e valorizzare questa esperienza, e al Centro Escursioni Sardegna Nascosta per la professionalità, la competenza e la passione con cui ha guidato il gruppo alla scoperta delle meraviglie del Supramonte.

Un ringraziamento speciale da parte di Durdica Bacciu, che ha voluto condividere e raccontare queste tre giornate indimenticabili, vissute tra natura, cultura e autentica convivialità.

GRAZIE!




Associazione Le Belle Donne (APS)

Centro Escursioni Sardegna Nascosta