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martedì 25 ottobre 2016

I Dolmen di "Sa Janna de Su Laccu" e di "Sos Monumentos" - Buddusò

di Marcello Cabriolu
Ph Durdica Bacciu

durdica bacciu
Su Laccu 
Il monumento in questione si trova nella regione denominata "Su Laccu", sita nel Comune di Buddusò. Il materiale di cui si compone è del granito formatosi circa 300 milioni di anni fa e si innalza in un suolo dalle forme aspre, con scarsa copertura arbustiva e arborea, dove possiamo notare delle roccie affioranti che emergono da suoli mediamente profondi, sabbiosi, argillosi, permeabili ed acidi, soggetti ad un forte pericolo di erosione.

durdica bacciu 
La struttura è del tipo semplice, una tavola di granito per la copertura di una camera sepolcrale trapezoidale, composta da quattro pietre fisse nel terreno (ortostati). Il fianco occidentale è composto da un'unica lastra, la cui parte superiore è data da un taglio rettilineo mentre la parte inferiore, si presenta con un profilo arcuato. si trova a pochi metri dal circolo tombale.
durdica bacciu
Il fianco settentrionale è costituito da un ortostato posto in diagonale, mentre il fianco orientale è costituito da due macigni. Il modello, a differenza di molti altri dall'aspetto sub-circolare, tende a somigliare al più grande di Mores - Sa Coveccada o Fontanaccia di Cauria - Corsica. Ci sono buoni presuposti per dichiarare che il posizionamento delle lastre è stato preceduto da una preparazione del terreno tramite una leggera colmata di pietrame (vespaio). Dato che gli ortostati sono ben lavorati, si presume che anche questi abbiano subito una fase preparatoria, e nelle fessure, si possono notare, dei cunei litici per tamponare gli spazi vuoti. La sepoltura risulta aperta verso meridione e il portello, che in origine la chiudeva,si trova a pochi metri dal monumento. Tra i rinvenimenti possiamo segnalare una testina fittile e materiale ceramico di attribuzione incerta (Sanciu 1982: 331-332). E' doveroso sottolineare che in orgine, il monumento, non era come lo vediamo attualmente ma si presentava come un tumulo di terra riconoscibile solamente dal peristalio, il circolo di pietre che ne evidenziava l'area sacra.

durdica bacciu
Come arrivare: 
Coordinate:   40°33'12"N   9°17'33"E
Al Km. 44,3 la SS 389 "Correboi" che da Buddusò porta a Bitti, sulla destra, si innesta ad una strada comunale di penetrazione agraria che porta alla regione "Su Campu". Dopo averne percorso circa 2 chilometri si giunge alla località detta "Su Laccu". 

Bibliografia: 
Mackenzie 1913, pp.136-137, fig.5, tav. XXX 
Sanciu 1982, pp. 131-132
Ciccelloni 2010, pp.51-52, fig. 47-48 
durdica bacciu
Sos Monumentos
Il secondo monumento, di questo articolo, si trova nel medesimo contesto lito-pedologico mentre la sua collocazione fisica si trova ad una quota inferiore rispetto al precedente. La relativa vicinanza al precedente, induce a supporre che, ambedue si trovino in un'unica area funeraria che in origine doveva comprendere anche altri sistemi tombali. Il dolmen si presenta di tipo semplice, dove la consueta lastra di copertura, di forma parzialmente arrotondata e parzialmente allungata, non poggia su ortostati ma su filari irregolari di graniti disposti a secco. Gli unici due ortostati, probabilmente due piccoli menhir già predisposti, risultano nel versante sud-occidentale e delimitano il portello della sepoltura, non presente in situ.
durdica bacciu
Il resto dei massi paiono accostati in maniera disordinata tanto da far supporre una rovina in antico e una eventuale ricostruzione recente. La copertura è caratterizzata da tre piccole coppelle sulla parte anteriore, mentre è probabile che, anche in questo caso, il monumento abbia visto una fase preparatoria avvenuta attraverso lo scavo di una buca per accogliere tutta la muratura. Anche in questo caso si può supporre che in origine la tomba fosse solamente un tumulo di terra evidenziato dal peristalio visibile ancora nella parte anteriore.

durdica bacciu
Come arrivare:
Coordinate:   40°32'41"N   9°17'24"E

Bibliografia:
Mackenzie 1913, pp.136-137, fig.5, tav. XXX 
Sanciu 1982, pp. 131-132
Ciccelloni 2010, pp.51-52, fig. 47-48 

venerdì 3 giugno 2016

Il nuraghe Loelle di Buddusò



di Marcello Cabriolu
PH D.Bacciu

durdica bacciu
Scavato dalla dott.ssa Basoli nel 1992, il Nuraghe Loelle si presenta anomalo sia nella complessità dell’impianto che nella strutturazione degli interni. La prima, data dalle forme e dagli accorgimenti architettonici, ci mostra come la struttura sia probabilmente nata come un protonuraghe e successivamente sia stata adattata alle forme più tondeggianti dei nuraghi evoluti. Uno degli accorgimenti architettonici riconoscibile come esempio di arcaicità è l’utilizzo delle diverse rocce affioranti come elementi d’appoggio sia nei muraglioni che nella struttura.
durdica bacciu
Un altro particolare degno di nota riguarda l’ingresso principale del bastione: questo non si apre né su un cortile né su un corridoio di accesso al piano terra della torre centrale ma, attraverso una rampa di gradini, si sviluppa verso il secondo livello - primo piano. La rampa di scale parte dall’ingresso verso la parte posteriore della struttura e, girando in senso orario, sale al primo piano riportando l’avventore nella parte anteriore dell’edificio. In questo punto, sempre al secondo livello, si rasenta la torre SE e si imbocca un corridoio in cui si intravedono ancora tratti di copertura a piattabande. Questo corridoio, in origine coperto, percorre tutto il prospetto del nuraghe giungendo sino al fianco occidentale dove, stranamente, ridiscende al primo livello - piano terra. Quasi a metà del percorso possiamo notare una rampa di scale che dal corridoio interno sale al secondo piano - terzo livello dove si apre la camera della torre centrale.
durdica bacciu
Non si sa con precisione quanto siano elevate le rocce su cui poggia la struttura, ma gli indizi suggeriscono che la torre centrale si innalzi per almeno due piani. Tuttavia rimangono parecchi dubbi sull’accesso e l’ampiezza delle camere al piano terra e degli ambienti del primo piano, di cui si possono solo osservare i muri esterni. L’accesso alla camera della torre centrale è anticipato da due presunte nicchie: quella di sinistra è di forma sub rettangolare e molto profonda, come fosse una specie di corridoio, mentre quella di destra mostra realmente la sua forma absidata e delimitata. All’esterno del bastione, nel vertice SE, si può osservare un’altra situazione non certo comune nei nuraghi: in discesa dal piano di calpestio, è stata ricavata con soglia in pietra e stipiti di diversi filari in pietra, una camera con tholos sotterranea, sottostante all’ingresso - scala del complesso.

Come arrivare
            Da Nuoro si percorre la SS 389 in direzione dell'area industriale di Prato Sardo. Si attraversa la SS 131 dir e si prosegue fino a Bitti senza passare per alcun centro abitato. Si attraversa il paese, si continua sulla SS 389 in direzione di Buddusò e, a circa 10 km dal paese, il nuraghe è ben visibile sulla d. della strada, ad una distanza di circa m 50.  


Da Olbia si percorre la strada in direzione Olbia-Loiri. Si attraversano i paesi di Azzanì e Padru e si prosegue in direzione Alà dei Sardi per poi seguire le indicazioni per Buddusò. Arrivati in paese il sito è ben segnalato.

durdica bacciu
Bibliografia
V. Angius, in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico, commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, II, Torino, G. Maspero, 1834, p. 688;
D. Mackenzie, "Dolmens and Nuraghi of Sardinia", in Papers of the British School at Rome, VI, 1913, pp. 131-135, figg. 3-4;
A. Taramelli, "Buddusò. Monumenti preistorici vari, fontana coperta di Sos Muros, dolmen di Sos Monimentos e Nuraghe Iselle", in Notizie degli Scavi, 1919, p. 132;
A. Taramelli, "Foglio 194, Ozieri", in Edizione Archeologica della Carta Topografica d'Italia in scala 1:100.000, Firenze, Istituto Geografico Militare, 1931, p. 8, n. 1;
E. Contu, "Il nuraghe", in La Civiltà nuragica, Milano, Electa, 1985, p. 80;
M. Sequi, Nuraghi, Como, Multigrafic, 1985, p. 38, n. 25;
P. Basoli, "Buddusò dalla preistoria all'età romana", in Buddusò. Il territorio, l'economia, la memoria, a cura di G. Gelsomino, Sassari, Chiarella, 1991, pp. 30, 42, 44, 45;
P. Basoli, "Buddusò (Sassari). Località Loelle", in Bollettino di Archeologia, 19-21, 1993, pp. 188-190.